About


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About me

portrait Nicolas Boria da Gianfranco Busanca

credit: Gianfranco Busanca

Sono un fotografo d’arte e ricercatore accademico francese, vivo e lavoro tra Torino e Parigi.
Ho bisogno della fotografia come altri hanno bisogno di correre, leggere un libro o guardare la televisione. Le ore che passo in camera oscura a lavorare e sperimentare sono le mie ore al riparo dal mondo, ore rubate dove sparisco del tutto come persona ed entro in un’altra dimensione, lontana dai pensieri quotidiani.

Amo la fotografia analogica per la sua intrinseca poesia, per il valore particolare che dà a ogni immagine e per le infinite possibilità da esplorare che mi offrono i procedimenti chimici dello sviluppo.

Ho cominciato a praticare fotografia nel 2008 quando comprai la mia prima reflex digitale e l’anno successivo avrei organizzato la mia prima mostra fotografica a Parigi. Il mio percorso fotografico mi ha portato verso procedimenti sempre più primitivi, alternativi e sperimentali. Mi interessa la tecnica nella misura in cui la conoscenza delle regole mi permette di superarle: scatenare l’incidente fotografico controllato. Lasciare spazio alla casualità, tenendola però al guinzaglio. Trovare il punto d’equilibrio tra fantasia e concentrazione.

Scatto praticamente su ogni formato e supporto, tranne che digitale.

Dal 2008 ho partecipato a vari progetti e organizzato svariate mostre in Francia, Italia, Germania, Polonia e Svizzera. Nel mese di aprile 2015 mi sono lanciato nel folle ed emozionante progetto “Camera oscura ambulante”: un set fotografico di strada sul quale scatto ritratti come facevano i fotografi ambulanti di un secolo fa. Da quando ho cominciato, ho realizzato oltre un centinaio di ritratti.


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About Slow Photography

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credit: Roberta Melchiore

Ci si sente sempre più “tutti fotografi”. Alcuni lo rifiutano, altri se ne entusiasmano. Per quanto mi riguarda, credo che sia una realtà. Una nuova era fotografica è in essere, tra instagram e selfie-sticks da una parte e reflex digitali economicamente abbordabili dall’altra. Più (o meno) che una rivoluzione, mi sembra che la fotografia stia semplicemente seguendo la strada che ha sempre seguito da quando fu inventata negli anni ’30 dell’Ottocento. Lastre prodotte su scala industriale, pellicola di celluloide e Kodak brownies, reflex biobiettivo, pentaprisma e SLR, polaroid, e infine macchine digitali, sono altrettante tappe sulla strada che ha reso la fotografia sempre più semplice e conveniente e i materiali fotografici sempre più sensibili e facili da sviluppare. Tutto più rapido, anche. Forse, si può parlare di “fast-photography”.

Diversamente, io voglio che ogni mio scatto sia speciale. Riconferire un valore simbolico a ogni singola foto. Non scatto molto, per scelta. Negli ultimi anni mi sono concentrato sulla fotografia di grande formato, prodotta da macchine a soffietto, principalmente per il ritmo mite che impone e che calza perfettamente con l’idea della fotografia per come la amo. Una fotografia fatta di piacere e di magia. Il piacere di scattare una foto come si beve un sorso di buon vino rosso, il piacere per i modelli di vivere un momento unico quando posano e di avere in mano, infine, un oggetto davvero speciale, artigianale, senza tempo.
Questa è la slow photography.


logo nicolas boria slow photography vintage photobooth turin légèreté & profondeur




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